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Linkiesta: Pratiche olandesi di poesia on the go

Linkiesta: Pratiche olandesi di poesia on the go

Il magazine culturale italiano Linkiesta ha dedicato un approfondimento alla collaborazione di VOUW con la poetessa della città di Amsterdam Ellen Deckwitz nella sua copertura del Salone Internazionale del Libro di Torino 2025, che ha visto i Paesi Bassi come paese ospite d’onore. L’articolo, intitolato « Pratiche olandesi di poesia on the go », mette in primo piano la Poem Booth come esempio di come la cultura olandese sappia spingere i confini della creatività.

Un dispositivo interattivo a grandezza umana

La giornalista Cristina Manfredi descrive la Poem Booth come « un device interattivo a grandezza umana » che incarna la filosofia slowtech di VOUW: usare la tecnologia per rallentare il nostro mondo frenetico invece di accelerarlo ulteriormente. Il pezzo inserisce l’installazione nel contesto più ampio della poesia performativa olandese, mostrando come Ellen Deckwitz e VOUW collaborino per portare la poesia in luoghi inattesi.

Poesia nei luoghi ad alto passaggio

L’articolo sottolinea come la Poem Booth rappresenti un approccio tipicamente olandese nel rendere accessibile l’alta cultura. L’installazione viene collocata strategicamente « in luoghi ad alto traffico per stimolare la curiosità e avvicinare le persone alla poesia ». Manfredi prevede che la Poem Booth sarebbe stata « una delle attrazioni più popolari del Salone ».

Una crescente riconoscibilità in Italia

Questa copertura riflette la crescente riconoscibilità di VOUW nel panorama culturale italiano e colloca il lavoro dello studio all’interno di conversazioni cruciali su come la tecnologia possa essere al servizio dell’essere umano, invece di isolarlo — un messaggio che risuona in modo particolare con il pubblico italiano.