Poesia nello spazio pubblico: una nuova collaborazione con Ellen Deckwitz

VOUW ha avviato una collaborazione con Ellen Deckwitz, affermata poetessa olandese e attuale poetessa della città di Amsterdam, per presentare la Poem Booth — un’installazione innovativa ispirata ai vecchi cabine fotografiche delle stazioni ferroviarie. Invece di catturare immagini, questa macchina genera poesie personalizzate sulle persone che interagiscono con essa.
Deckwitz, nota per la precisione e l’intensità emotiva della sua scrittura, ha messo a disposizione l’intero suo corpus poetico per alimentare il progetto. Il team ha sviluppato un prompt sofisticato che ha permesso a un modello linguistico di apprendere dalla sua voce e dal suo stile. I primi tentativi faticavano a gestire la complessità e la stratificazione dei suoi testi, ma lasciando che il modello adattasse il prompt sulla base della sua opera, i risultati sono diventati molto più convincenti.
Poesia strappata dalla pagina
“Si tratta di strappare la poesia dalla pagina e portarla nello spazio pubblico”, spiega Deckwitz. La Poem Booth funziona come un incontro pubblico piuttosto che come un’interazione solitaria — le persone leggono ad alta voce insieme le poesie generate, creando momenti condivisi di connessione.
Debutto al Salone del Libro di Torino
Il progetto ha debuttato al Salone Internazionale del Libro di Torino, dove le poesie sono state presentate in italiano con traduzione letteraria professionale. Durante l’evento sono state generate oltre 8.000 poesie. Il Nederlands Letterenfonds e l’ambasciata olandese in Italia hanno sostenuto l’iniziativa per aumentare la visibilità internazionale della letteratura olandese.
La tecnologia al servizio della poesia
La filosofia alla base del progetto sottolinea il potenziale della tecnologia di favorire la connessione umana invece dell’isolamento, soprattutto quando è al servizio di qualcosa di profondamente umano come la poesia.